Capitolo #1

Il fonte, il castello, la vista e il monte

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Ogni storia merita di essere raccontata: che sia quelle dell'antica chiesa di San Bartolomeo in Pastina o quelle di meditazione dell'Istitito Lama Tzong Khapa di Pomaia: tutte parlano di un territorio antico fatto di lavoro, accoglienza e mistero. C'è una storia nascosta nella storia di Santa Luce, è quella dei Cavalieri Templari e del Santo Graal. Si dipana dalla pianta ottagonale del castello di Santa Luce, passa per il fonte battesimale (ottagonale) della Pieve e termina con Monte Maggiore, su una collina boscosa alle spalle del paese. Si narra che i Templari nascondessero la preziosa reliquia proprio in posti con le caratteristiche che si ritrovano qui: dal castello si vedeva la vallata e la città di Pisa. In un muro dell'unico torrione rimasto è stato trovato un porta-documenti in terracotta come quelli che accoglievano le testimonianze del passaggio del Graal.

Capitolo #2

Cavatori di alabastro e Madonna di Monteforti

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E già che ci siamo un'altra piccola storia ve la raccontiamo anche qui.
  
È l'alba a Pomaia. Fa freddo fuori e Enzo e Maris devono uscire per andare alle Cave. Il loro passo è svelto e l'aria pungente, le loro facce sono illuminate solo dalla luce dall'acetilene. Se guardi a nord vedi la diga, fa freddo e non c'è tempo, bisogna camminare per raggiungere la miniera, gli ovuli di alabastro attendono i picconi giù nelle gallerie scavate, da Volterra reclamano il materiale. La nuova vena trovata al terzo masso promette bene. Mentre camminano si raccontano le storie del paese e come sempre viene fuori la leggenda della Madonna di Monteforti. Ai bimbi che lavorano giù in cava piace sentirla: sulle alture del Monte Forte si trovano i ruderi di quello che a inizio Duecento era un eremo degli agostiniani, diventato poi una cappella nella quale veniva adorata un’immagine della Madonna. Durante la costruzione dell’antica chiesetta, il lavoro si dovette interrompere per mancanza di acqua, una mattina però gli operai si accorsero che il serbatoio vicino alla chiesa era miracolosamente pieno. Il fatto si ripetè più volte e i lavoratori si nascosero nei paraggi dell’edificio in costruzione per vedere con i loro occhi chi fosse il benefattore. Fu così che, con grande stupore scorsero una signora vestita di bianco che scendeva a valle verso una polla che sgorgava rigogliosamente da una roccia e portava indietro l’acqua sul colle, in un cestello di vimini bucato. Ogni anno, il 13 maggio, gli abitanti di tutti i paesi vicini - ma anche molti curiosi e turisti - percorrono in pellegrinaggio il tratto dalla Pieve alla Chiesa, oggi abbandonata e avvolta misteriosamente dai rami del bosco.

Capitolo #3

Santa Luce oggi

Le tante storie raccontate dal nostro territorio oggi si traducono nelle nostre nuove vocazioni: agricoltura e turismo. Lungo la provinciale che porta al paese incontriamo l'Oasi della Lipu, per gli antichi borghi sono sparsi aziende agricole, agriturismi, strutture ricettive e ristoranti. I tanti sentieri naturalistici e l'Ecomuseo dell'Alabastro, infine, sono pronti ad accogliervi.