Capitolo #1

1935

In un borgo perduto tra le valli della Lunigiana, anzi… in una frazione di un borgo chiuso tra quelle valli, c’è un antico presepio aperto tutto l’anno. Pallerone custodisce dal 1935 quello che forse è il più antico presepio meccanico d’Italia. Nato grazie all’idea di un ventenne, Silvio Marino Baldassini, che lo allestì quasi per scherzo con materiali di scarto: ruote di bicicletta, corde, un motore ricavato da un ventilatore, qualche ingranaggio… Tutto fu sistemato nella navata laterale della chiesa di San Tommaso Beckett, all’altare del Sacro Cuore. Ci piacque subito. Ogni Natale veniva rimontato e arricchito di dettagli che lo portavano a crescere sempre più, tanto che nel 1938 era già troppo grande per la chiesa e fu trasferito in un salone del castello Malaspina.

Capitolo #2

1968

Questo presepio è proprio il nostro! Il sole spunta dove sorge e scompare dove tramonta qui, in Lunigiana, mentre i personaggi sono intenti alle nostre occupazioni: c’è il fornaio, il ciabattino, il fabbro, il taglialegna con l’asinello che scalcia, un pescatore in attesa sulle sponde di un laghetto. È da sempre un’opera unica, cresciuta insieme a noi. Negli anni Cinquanta vennero aggiunte nuove scene, fino ad arrivare alla forma che vediamo oggi: era il ’68 e tutto il paese contribuì alla costruzione della nuova sede, era necessario renderlo visibile tutto l’anno! Le ditte donarono maestranze, per la grotta servirono quintali di ferro, per le cèntine della volta cento quintali di tufo di Posara! I meccanismi erano animati da nove motori: ancor oggi innescano l’alternarsi delle luci, l’arrivo della Cometa e il getto di centoventi litri d’acqua al minuto. Se ne parlava sui giornali, nel ‘66 venne anche la Rai, con Cronache italiane.

Capitolo #3

1945

Di curiosità ce ne sono tante… durante la Guerra qui vicino c’era una polveriera, e sempre da queste parti erano di stanza i tedeschi. I miei paesani andavano nottetempo a smontare i pezzi dei loro mezzi militari per manometterli e per prendere ciò che gli serviva per il presepe. Ce ne sono tanti di presepi con la notte e il giorno… però come questo non ce n’è nessuno, perché dentro c’è un sistema rubato ai tedeschi! Un sistema per fare la luce della notte e quella giorno, e funziona ancora oggi. Non vi posso dire com’è fatto però, sennò ce lo copiate! È un segreto… posso dirvi che c’è un pezzo che viene da un mezzo militare che abbiamo usato per far alzare e abbassare la luce (nessuno immagina che questa soluzione esca da lì). Si andavano a cercare i pezzi rischiando la vita.

Poi c’è una cosa che viene festeggiata tutti gli anni. I tedeschi avevano deciso di far saltare in aria la polveriera, ma un soldato si era innamorato di una ragazza di Pallerone e ci salvò. Disse che ci avrebbe pensato lui, rimase per ultimo e sabotò gli inneschi. Avete visto quant’è grande la polveriera? Se fosse saltata in aria avrebbe distrutto tutto il paese, ci sarebbe un cratere qui. È una storia vera, si conoscono i nomi sia della ragazza che del soldato.

Fotografia di: Elisa Orlando