Capitolo #1

L'acqua

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Volterra - Velathri
Fonte_di_Docciola_Volterra
Sale di Volterra
Artigiano di Volterra
Lavorazione dell'Alabastro
Alabastro lavorato a Volterra

Benefica madre di Volterra che si lascia ammirare dall’alto. Quando si ritirò, milioni di anni fa, lasciò a ricordo di sé un bene preziosissimo: il sale, che diventò la ricchezza più antica di Volterra. La sua importanza economica di allora può essere paragonata al petrolio di oggi.L’altro bene prezioso che l’acqua regalò a Volterra fu l’alabastro. L’uomo, già dal tempo degli Etruschi, lo fece suo e ancora oggi la città è nota per le sue botteghe artigiane e le sue fabbriche di alabastro. Sale, alabastro, doni dell’acqua a questa città di terra.

Capitolo #2

La terra

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Paesaggio a Volterra
Scorci, Volterra
Porta dell'Arco a Volterra
Piazza dei Priori a Volterra

Aspra e selvaggia, dolce e avvolgente. È una terra piena di contrasti, quella volterrana. Terra friabile e argillosa che ha lasciato ferite profonde nei secoli (le Balze), accanto a colline ricoperte di boschi e altre bruciate dal sole e dal vento.Giallo ocra, verde e bianco delle biancane accanto al grigio della pietra più dura (il panchino) con cui si è edificata l’antica città.Su questa terra l’uomo ha costruito la sua grandezza.Oggi Volterra è una città che dall’alto del suo crinale custodisce un passato straordinario e vuol mostrare con fierezza la sua presenza di oggi.

Capitolo #3

L'aria

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Volterra, colline e nuvole
Crete a Volterra
Veduta di Volterra
Cerchio di Mauro Staccioli

Nel sole e nella nebbia, libera la città in un volo continuo. E la città sembra davvero in volo nel cielo spesso azzurro, limpido, a volte grigio cupo, puntellato, di giorno, di nuvole bianche che corrono veloci in più direzioni, carico di stelle luminosissime, la notte. Dall’alto del suo colle, l’aria che avvolge Volterra è piuttosto particolare, fatta spesso di mistero. E il mistero rimane anche in chi cerca di curiosare e scoprire qualcosa dei volterrani. Gente forte e coraggiosa quella volterrana che dall’alto del colle si sente al di sopra di Pisa, di Siena e di Firenze.

Capitolo #4

Il fuoco

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Fanghi sulfurei
Tramonto a Volterra
Tramonto e arte a Volterra
A.D.1398
Volterra in cammino

In un miscuglio di terra e di cielo. Nel cielo azzurro, qualche volta, il vento porta verso l’alto colonne di fumo biancastro. Escono da torri di cemento, ma provengono dal centro della terra. Sono il “fuoco” di Larderello che l’uomo, da secoli, utilizza. Per raffreddarlo, incanalarlo, meglio adoperarlo, ha costruito la sua valle del diavolo! Ma non è soltanto la valle del diavolo che lega Volterra al “fuoco”. Ce n’è un altro, ancora più affascinante. Appare la sera, al tramonto. Tutta la città e le colline intorno si colorano di rosso. Un rosso fuoco che in pochi minuti passa dall’ocra al rosa, al viola. In quei momenti, guardi la città sul suo crinale, fra cielo e terra e ti sembra di vivere in un mondo surreale, dove i quattro elementi della natura sono lì, tutti insieme.

Questi testi sono tratti dalla pubblicazione “Volterra, Volaterrae, Velathri”, realizzata da Massimo Gentili e nata da un'idea della giornalista Piera Rolandi, la prima donna a cui fu chiesto di condurre il Tg2. Piera fece della campagna di Pomarance il luogo delle sue pause di lavoro e dei suoi riposi estivi.