Capitolo #1

La Selva che nasconde Gerusalemme

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Montaione San Vivaldo
Montaione San Vivaldo
Montaione terracotta

Chi si aspetterebbe di trovare Gerusalemme nel cuore della Toscana? Eppure, al riparo della Selva di Camporena, capita di imbattersi proprio in una piccola Gerusalemme. Ci fu un tempo in cui il pellegrinaggio in Palestina era precluso dall’occupazione ottomana. Per questo, 500 anni fa i Francescani costruirono una cittadella di cappelle e tempietti; affinché si potesse visitare simbolicamente la Terra Santa nell’incantevole San Vivaldo. Dicono che questo posto è unico perché ricrea la pianta della Gerusalemme del tempo. Ma è unico anche per i personaggi che lo abitano nelle scene della vita di Cristo raccontate in ogni cappella. Modellati in terracotta dai maestri fiorentini, coi loro volti scavati e le movenze pronunciate, questi personaggi sembrano interrogarci, ci dicono chi siamo e da dove veniamo.

Capitolo #2

Lungo le anse, verso gli abissi, dove osano le salamandrine

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Montaione Valle Torrente Carfalo
Montaione Valle Torrente Carfalo

Che misteri regala la natura! Nei pressi della Selva di Camporena capita che una valle remota, a meno di 200 metri d’altezza, abbia mantenuto dall’epoca delle glaciazioni un microclima da alta montagna e sia per questo popolata di creature meravigliose. È la Valle del torrente Carfalo, che scorre disegnando anse sinuose scavando pareti di sabbia gialla. A seguirne il corso e percorrere il labirinto dei sentieri si fanno incontri stupefacenti, come la foresta relitta di faggi e tassi monumentali. E soprattutto lei, la Salamandrina dagli occhiali, un piccolo anfibio dal dorso bruno e dal ventre di un vermiglio acceso, lo stesso che gli cinge gli occhi vispi. Chi osi infine giungere al fondo della valle, avrà poi il sublime piacere di abbeverarsi alla sorgente d’acqua gassata, traendone ristoro per proseguire il suo cammino di scoperta.

Capitolo #3

Un'ascesa verso l'infinito

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Montaione La Pietrina
Montaione La Pietrina
Montaione La Pietrina

È generosa la Selva con chi senta il richiamo del mistero e dell’ignoto. Un luogo tanto alto quanto invisibile -  finché non raggiunto – è chiamato La Pietrina. Accanto alle torri dirute di un antico castello, sorge qui una chiesetta che a lungo custodì un dipinto, una Madonna con bambino dei tempi del Medioevo. Dicono che un giorno il dipinto fu trafugato, e poi, all’improvviso, riapparve. Da allora la gente del luogo rinnova ogni anno la sua devozione alla Madonna... Una leggenda? No, una storia vera. È impervio arrivare fin qui, ma vuol dire approdare a un mondo altro, immoto e senza tempo, sulla soglia dell’infinito: una vista a perdita d’occhio che domina la Valdera, con Volterra di fronte, colline e torri in lontananza, e forse, facendo volare lo sguardo e il desiderio, i riflessi del mare.

Capitolo #4

La perla di bosco, o del tartufo bianco

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Montaione Tartufo
Montaione Tartufesta
Montaione Tartufesta

Un altro personaggio vive nascosto da queste parti. Sta così rintanato che occorre un fiuto non comune per trovarlo. Ma alla fine salta fuori, soprattutto in autunno quando l’odore umido della terra impregnata di foglie permea l’ambiente del bosco. È il tartufo bianco. Inutile cercare di resistere alla sua fragranza: ammirarne il colore chiaro, lasciare che il suo aroma penetri i nostri sensi significa capire davvero cosa sia la seduzione. Per provarla il momento ideale è fine ottobre, quando a Montaione si celebra la Tartufesta.