Capitolo #1

Inverno: il ceppo di Natale

A Pulica qualcuno forse ancora la ricorderà… È la storia raccontata nel '300 da un mercante che passò, lungo la Via Francigena, dal Castello Malaspina.

Nel freddo di una notte di Natale del 1388, Giovanni Manzini, mercante umanista, si ferma a Pulica e assiste alla celebrazione del Ceppo di Natale, un enorme tronco che venne fatto bruciare dopo avergli dato la prima fetta di una pagnotta cotta apposta per quella notte di festa. Ancor oggi il caldo del focolare, la spontaneità dell’invito e l’unicità degli ospiti sono tipici di Pulica e Fosdinovo, in Lunigiana.

Capitolo #2

Primavera: una sposa bambina diventata fantasma…

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fosdinovo castello
Castello Malaspina
Primavera a Fosdinovo

La seconda è una storia di violenza e sopraffazione, a farne le spese è stata una donna, ancora bambina. Bella, nobile e ricca. Ma infelice. Si chiamava Bianca Maria Aloysia e forse era una Malaspina. Il suo cuore di ragazza volò per quel giovanotto che vedeva dall'alto delle torri del castello giù nelle stalle, e poiché dai diamanti non nasce niente ma dal letame nascon i fior, verso di lui corse il suo sguardo. Ma gli occhi arcigni di suo padre, come la complicità della madre, vollero stroncare quel sogno e lei con lui. E ancor oggi, secondo alcuni, ogni notte appare qualcosa a chi dorme nel Castello o attraversa la nebbia notturna di Fosdinovo. Se vi capitasse non abbiate timore: è Bianca: chiamatela, risponderà.

Capitolo #3

Estate: lo spregio irriverente

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Castello Malaspina Fosdinovo
Torre del Castello Malaspina

«Oh mamma!» Nella memoria dei tantissimi che hanno visitato il castello dei Malaspina una cosa è sempre rimasta impressa (oltre al fantasma): lo spregio del cervo che mostra le terga a chi lo guarda. Opera di un pittore irriverente e temerario che volle così affermare la sua dignità sprezzata dal potere dei marchesi. Se vi capiterà di trovarvi nella bella saletta del castello chiedete di vedere quelle natiche: sono un segno di libertà!

Capitolo #4

Un Autunno "caldo…"

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Fosdinovo, libri
 Fosdinovo

Oggi lo chiameremmo autunno caldo, pensando a una storia come questa. Dietro Villa Malaspina, a Caniparola di Fosdinovo, c’è una Miniera (da quelle parti fanno anche un vino, si chiama Merla della Miniera e magari ha riscaldato un po' gli animi…). La miniera è stata infatti luogo di incubazione di un mondo nuovo: nell’800, i minatori vi crearono una setta segreta, la Congiura, dove nacque l'idea che gli uomini sono, pensate un po', tutti uguali.

Capitolo #5

Un teatro, un conte, un poeta e la Rivoluzione

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Fosdinovo
Fosdinovo veduta
Villa Malaspina Fosdinovo

Se venite a Fosdinovo passate la Porta, entrate nella Torre e incamminatevi nel borgo. Il primo edificio che incontrerete, segnalato da un'effigie in marmo, sarà il Teatro. Qui operò un Foscolo nostrano, un cui nipote inventò una macchina per scrivere. Si tratta del Conte Giovanni Fantoni, in Arcadia detto Labindo. È nota la sua lettera sdegnata a Napoleone dopo la delusione di Campoformio, così come le sue note dissacratorie contro l'Ancien Regime.  

Più avanti entrate nella Chiesa di San Remigio e guardate le basi degli Altari laterali: noterete che tutti gli stemmi sono stati danneggiati. Si tratta degli emblemi signorili che i furori della Rivoluzione francese e giacobina vollero distruggere: in quel gesto c’è molto di Giovanni Fantoni e del suo spirito libero.

Fotografia di: Greta Ferrari