Capitolo #1

Il primo odore, il primo colore…

Il Marinaio è una scultura in bronzo di 7 metri che dal 2010 guarda il mare dal porto di San Vincenzo, unico esempio scultoreo di tale grandezza su un porto d'Europa. Eseguito da Giampaolo Talani per volontà del paese è diventato il simbolo di riferimento, visitatissimo e amato, del territorio della Val di Cornia e della volontà di guardare al futuro. Questa è la sua piccola storia raccontata da lui medesimo.

 Il primo odore fu quello del mare. Entrò sottile e deciso nelle narici stendendosi sul primo vagito e ingoiato nel primo respiro alla vita, si appiccicò solitario e viscoso nella mente per sempre. Ma di questo mare dico, unico di bellezza costiera che percorre di lasco e di bolina le battigie e poi gli scogli da Livorno a Grosseto salutando l'Elba, e San Vincenzo dove nacqui.

Il primo colore fu l'oro ma era sabbia, sabbia d'oro direi o sabbia come oro, si incollò svelta tra le dita dei piedi sul petto e sulla schiena e poi dappertutto appena fui versato dal ventre caldo disteso sulla spiaggia. I granelli perforarono subito ogni poro della pelle e questa li lasciò entrare tutti, fino ad impanare l'anima appena venuta al mondo assieme a me. Per sempre. Ma di questa sabbia, unica di cromie luccicanti e calde anche senza sole, impasto misterioso di luci vibranti di sapiente pittore.

Capitolo #2

Mi chiamo il Marinaio

Non sotto un cavolo quindi ma sotto un ombrello da mare a righe bianche e blu venni al mondo, meglio direi venni al mare, questo mare. Mio padre, un granchio forte spigoloso e dolce, piantò in tutta fretta l'ombrello come riparo di fortuna alle improvvise doglie di mia madre, una stella marina di un rosa così delicato e pallido, ma in quel momento dalle punte contorte e infuocate di rosso vivo per il dolore del parto. Così ebbi vita, a San Vincenzo tra il bagnasciuga i cavalloni e il vento che qua sempre soffia leggero o spietato ad asciugare gli occhi, il sale e il sole a diluire i pensieri e farli uscire lenti come acqua dalle orecchie per trasformarli in speranze di futuro.

Mi chiamano "Il Marinaio" perché guardo le onde che come jazz infinito si ripetono mai uguali da questo porto di mare e come vita arrivano ai miei piedi, il mio cuore non è di bronzo ma fatto del primo odore attaccato nella mente e del primo colore aggrappato all'anima. E di tanta sete di giorni a venire, poi da schiume bellissime che portano granchi di sabbia e stelle marine. Da sempre. Saluti dal Marinaio saluti da San Vincenzo.