Capitolo #1

Un tuffo nel passato... l’Archeodromo

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Vivere il medioevo a Poggibonsi significa fare un vero e proprio viaggio nel passato. Il posto ideale dove iniziare questo viaggio nel tempo è certamente l'Archeodromo, nato per riprodurre in scala 1:1 una delle più importanti scoperte rinvenute sulla collina di Poggio Imperiale: il villaggio del periodo franco (IX e X sec.), nel quale si riconosce l'attività di quella che era una vera e propria corte con tanto di residenza padronale, costituita da una grande capanna circondata dalle strutture più piccole destinate alle attività artigianali e all’immagazzinamento delle scorte.

Capitolo #2

Il Parco Archeologico e il Cassero

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Installazione arte contemporanea Ca
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La seconda tappa del nostro viaggio nel tempo sarà il parco Archeologico di Poggio Imperiale, che offre la possibilità di visitare le diverse fasi di insediamento riportate alla luce in quasi quindici anni di scavi archeologici. Poco lontano da lì si trova il Cassero, la cittadella della fortezza medicea. La fortificazione a pianta pentagonale è dotata di una sola porta e ha due robusti torrioni laterali, una volta all'interno dimenticherete l'epoca a cui credete di appartenere...

Capitolo #3

La Fortezza Medicea

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A rendere perfetto l'effetto di magica sospensione ci pensa la Fortezza Medicea di Poggio Imperiale, che incornicia Archeodromo, scavi e Cassero. Costruita tra il 1488 e il 1511 da Giuliano da Sangallo per Lorenzo il Magnifico, l’opera rimase incompiuta, sia per la morte di Lorenzo che per i conflitti tra Siena e Firenze. La sua struttura è formata dalla fortezza vera e propria e dalla cerchia muraria, che tutta di mattoni si estende per oltre un chilometro. L'unico ingresso è dotato di un ponte levatoio, che dovrete varcare per raggiungere l'ultima tappa del nostro suggestivo viaggio nel tempo medievale…

Capitolo #4

La Fonte delle Fate

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Delle sei fonti di Poggibonsi è l'unica arrivata fino a oggi. Costruita nel XIII secolo fu "coperta" nel XV durante la costruzione della Fortezza di Poggio Imperiale. Nel 1803 venne riportata alla luce durante la realizzazione di un vigneto. Secondo alcuni la Fonte delle Fate fu realizzata da Balugano da Crema, un architetto lombardo del XIII secolo. Nel 1850 Attilio Ciaspini trovò la prova che attribuisce proprio a lui quest’opera singolare in una “cronaca anonima della Sapienza di Siena”, risalente al XIII secolo. Il nome che le è stato attribuito dalla tradizione popolare si riferisce alle credenze secondo le quali le acque, le sorgenti e le paludi erano luoghi ambigui, protetti da strane creature… e nessun viaggio nel tempo del Medioevo sarebbe stato degno di questo nome senza la rassicurante presenza di qualche essere fatato.
Per consentirci di tornare in modo non troppo traumatico ai nostri giorni la Fonte infine ospita un’opera di Mimmo Paladino, I Dormienti, realizzata nel 1998.