Capitolo #1

Aquae ferventes…

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Pergine Valdarno
Il Cristo

AQUAE FERVENTES SIVE NINFAS si legge nella più antica delle iscrizioni rinvenute nella nostra Pergine, e non a caso qui i segni della civilizzazione etrusco-romana hanno lasciato impronte profonde su un territorio da sempre solcato da lunghe e importantissime strade. Perfino il nome Pergine pare di origine etrusca. Tra le testimonianze del passato spicca una lamina di piombo su cui compare un’iscrizione rivolta alle divinità delle acque – aquae ferventes... Il cui culto – da queste parti – era ispirato alle polle che ribollono in superficie e ai potenti soffioni carichi di anidride carbonica delle sorgenti di Poggio Bagnoli che, molto tempo dopo, in epoca moderna, avrebbero conosciuto anche uno sfruttamento industriale per il recupero del biossido di carbonio.

Capitolo #2

Cultura e tradizioni

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Rassegna estiva 2015
Gruppo folk

Come si sa lo scorrere dell’acqua fa pensare al passare del tempo, che a sua volta ci conduce al ricordo… e non sarà quindi un caso che proprio a Pergine si trovi il Centro Culturale di Memorie e Contemporaneità. Il centro accoglie la biblioteca comunale, l’archivio storico, la videoteca, la fototeca, il fondo Cardini (per il cinema) e una vasta documentazione sull’identità locale: dagli eventi culturali ricorrenti, alla rassegna del cinema, al Villaggio culturale europeo, fino ad arrivare all’Archivio Robert Katz. L’archivio – donato al Comune dallo scrittore e giornalista americano recentemente scomparso – documenta aspetti importanti della storia italiana della seconda metà del Novecento, riflettendo il punto di vista di un osservatore attento alle vicende politiche italiane. Il Centro si propone di sostenere le esigenze culturali di una comunità e conservando la memoria e i tratti dell’identità locale.

Capitolo #3

La Via dell’Olio e la riserva naturale di Bandella

Tra i ricordi conservati gelosamente dalla nostra tradizione spiccano certamente quelli della coltivazione dell’olivo e della produzione di un rinomato olio extra vergine. Tale antico mestiere è entrato così a fondo nel nostro territorio da modellarlo, come è possibile ammirare percorrendo la Via dell’Olio, un percorso ad anello di circa 10 chilometri.

Volendo continuare a passeggiare nella natura un altro scenario ideale è quello della Riserva naturale di Bandella, che protegge il tratto di Arno tra la diga di Levane e il Ponte Romito. Le acque del fiume qui si estendono placide formando il cosiddetto Lago di Levane. Questo è il vero cuore della splendida area protetta, in cui nei diversi periodi dell’anno si possono avvistare numerose specie di uccelli.