Capitolo #1

Un angolo di paradiso sulla costa sabbiosa e selvaggia

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Spiaggia dei Capanni
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Spiaggia dei Capanni

Era la terra della “Signorina”, come tutti chiamavano la nobildonna Giuliana Ponticelli, la regina padrona della più bella tenuta della Maremma. Torre Trappola, dal nome della fortificazione e del trabocchetto messo in atto per presidiare il porto fluviale nei pressi della foce del fiume Ombrone.

Un paradiso naturale e quasi magico, lambito dall’acqua, fatto di pineta, paludi, laghetti costieri, canneti, giunchiglie e spiaggia. Un lembo di terra incontaminata che questa donna, indomita e solitaria, ha difeso e conservato amandolo appassionatamente e dove ancora oggi continuano a correre liberi i suoi cavalli maremmani.

Non fatela tanto lunga, me lo sono potuto permettere, anche se non è stato facile. Diceva con ruvida semplicità a chi lodava la sua opera. Possiedo un tesoro, ma sono solo la custode e non posso negare, soprattutto ai maremmani, di godere di quello che da secoli appartiene loro.

Capitolo #2

Tra Bocca d’Ombrone e il Padule della Trappola

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Spiaggia dei Capanni
Spiaggia dei Capanni
Spiaggia dei Capanni

Qui tra le terre riarse, l’Ombrone termina la sua corsa e alla foce l’energia si placa per farsi accogliere dal mare, con un’intensità di tinte che si intersecano e si confondono in piccoli tomboli, laghetti e bozzi retrodunali. Un mondo brulicante di vita, fatto dalla mescolanza di acque salmastre e dolci, nel quale sostano, svernano, nidificano e traggono nutrimento molte varietà di uccelli e mammiferi.

Un luogo meraviglioso come non ne esistono più, l’archetipo della Maremma, dove il suggestivo contatto con la pineta costiera si stempera tra le dune a ridosso dell’immensa spiaggia dorata di Principina a Mare, sulla quale il mare e il fiume si divertono a sparpagliare sculture naturali durante le burrasche invernali.

Sono i tronchi contorti, levigati dalle onde, una foresta scompigliata, essiccata e sbiancata dal sole, che l’uomo di anno in anno modella in capanne. Sembrano vedette che scrutano il mare, allineate a formare una criniera sulla costa del Parco della Maremma, che si apre ad arco incorniciando Castiglione della Pescaia e l’Argentario, lontano dagli arenili disseminati di ombrelloni colorati, sdraie e stabilimenti balneari.

Capitolo #3

La metamorfosi dell’umile bellezza dei legni

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Spiaggia dei Capanni
Spiaggia dei Capanni
Spiaggia dei Capanni
Tramonto, Spiaggia dei Capanni

Ramaglie recise di legno bianco ruvido e spugnoso, sparse nell’attesa che il guizzo creativo estragga da loro sprazzi di anima, per trasformarle in semplici e fugaci capanne.

Una sorta di villaggio incantato, costruito da una tribù di veri sognatori che ritrovano l’animo del fanciullo attraverso la creatività in questo cerimoniale annuale.

Un accampamento di tepee da creare per fantasticare, osservare, leggere, scrivere, ascoltare musica, riposare o amarsi in contatto profondo con la natura.

Ripari appartati nelle lunghe giornate assolate, luoghi della fantasia e dell’ispirazione, decorati ed ornati con dettagli seaside impregnati di salsedine, corrosi dalle onde e lavorati dalla fantasia della natura che spesso gioca con le forme e sorprende. Così come quando il sole declina sul mare ed imporpora l’Eden della Signorina, lasciato in eredità a chi ancora sa abbandonarsi all’incantesimo di questo suggestivo spazio fuori dal mondo.