Capitolo #1

Dove la Francigena da sempre s’intreccia con mille altre strade

Appena lasciata Gambassi il tracciato digrada nei campi punteggiati di papaveri. Il percorso è segnato da secoli di impronte: sentiero battuto da millenni in questa che era “terra di passo” già per gli etruschi (verso Volterra), per i romani (snodo tra Siena e Lucca), così come per Sigerico, l’arcivescovo che nel 990 segnò qui una delle pause nel ritorno a casa da Roma (non tutti sanno che le soste della via Romea, come era chiamata allora, vennero appuntate tornando!) E ancora oggi il reticolo di strade nascoste tra i colli di Gambassi rinnova ogni giorno la vocazione di tappa del viaggio. Alzando lo sguardo vediamo pellegrini a cavallo, altri che prese a noleggio le bici al centro turistico scelgono di perdersi con queste tra le viti e gli ulivi per poi ritrovarsi, scoprendo, tra i segreti dell’alta Valdera, l’intatta meraviglia di una pieve romanica.

Capitolo #2

Di pievi e di castelli

L’ocra dell’arenaria accende la quinta dei pini che accompagna il ciglio della strada. L’eleganza della facciata è animata dal ricamo del doppio ordine di arcate. La prima testimonianza della pieve è del 988, pochi anni dopo Sigerico registrava Sancte Maria Glan come XX submansio, ventesima tappa che allora lo vide ospite in una chiesa diversa: quella che troviamo oggi sorge – nel XII secolo – sulle rovine di una basilica ancora più antica. Due tornanti più in alto, verso il paese, l’ampio ingresso della Chiesa di Cristo Re dà il benvenuto al viandante che entra in Gambassi. Sorta – e più volte rinata – accanto a uno dei tanti castelli di quest’antica campagna feudale. Segretamente le botteghe paesane ne conservano traccia: ogni negozio ha una finestra accanto all’ingresso, è l’apertura che dal 1400 illumina l’interno aiutando a esporre la merce. Giunti quassù è tempo di rifocillarsi e prendersi una pausa: le membra, stanche per viaggio, sono finalmente pronte al riposo…

Capitolo #3

Concludendo tra Terme e giardini

Di tante tappe quella di Gambassi è tra le poche benedette dal ristorante gorgogliare delle terme. Scoperta nel 1745, la fonte delle acque di Pillo è situata al centro dei giardini pubblici, da secoli offre ristoro e salute ai viandanti. Particolarmente benefica per l’alta mineralizzazione e l’abbondanza di ioni di sodio e idrocarbonici, è ideale – a chi serve saperlo – nei trattamenti degli apparati respiratorio e gastrointestinale, ma ancor più impagabile risulta quale coronamento di un’infinita camminata. Dove meglio che immersi tra i pini neri, le robinie, gli ippocastani, i lecci, i cipressi e il maestoso faccio rosso dei giardini di Gambassi, potrete concludere meglio un viaggio spirituale disegnato sui colli toscani?

Fotografia di: Martin Holland