Capitolo #1

Mistero nella boscaglia

La pioggia caduta in abbondanza e il sole che ora splendeva avevano convinto Walter a trascorrere qualche ora nel bosco di Badia a cercar funghi. Decise di percorrere la strada che dal centro di Collesalvetti conduceva oltre il Ponte Mediceo e da qui imboccò il sentiero per raggiungere l'area più ricca di funghi, nei pressi dell'antica Madonnina di Badia. Walter conosceva bene la leggenda e il mistero che avvolgeva Badia: si narra che qui avesse prosperato intorno al 1200 un'abbazia chiamata de' Dodici Apostoli, una congrega di religiosi che professava un ordine dottrinale rimasto oscuro e che viveva in perenne isolamento. La sua attenzione fu rivolta su di un insolito biancore a forma circolare, un teschio umano con le fosse oculari circondate da sottili ma nitidi lembi di carne. Walter indietreggiò di qualche passo, i pensieri danzavano in un groviglio di emozioni. In fretta risalì l'argine della Madonnina, poi di corsa fino all'auto. Avvolto dal panico mise in moto la macchina e raggiunse Piazza della Repubblica per avvertire i Carabinieri. Guardandosi attorno vide l'orologio sulla torre del Municipio, il bar, i volti dei conoscenti e si sentì di nuovo al sicuro.

Capitolo #2

Lungo il fiume Tora

Un giorno Walter mi portò su un corso d'acqua lungo poco più di 30 chilometri, mi disse che un tempo fu molto importante per l'economia del paese, quanto piacevole nei momenti di tempo libero. Le prime tracce della sua storia, mi disse il mio amico, risalgono al periodo del Granducato di Toscana, quando i Medici fecero costruire una fattoria sulla sommità della collina. La fattoria ampliò i terreni fino alla pianura dove scorre il Tora, per cui fu costruito il ponte per collegare le due sponde. Il fiume, attraverso un gorile, alimentava la grande gora del Molino del Granduca. La gora ogni anno veniva svuotata e ripulita: quel giorno era una vera cuccagna, c'erano pesci per tutti!

Capitolo #3

L'Abbazia dei dodici Apostoli

Un'altra delle storie che racconta sempre Walter, vero menestrello del paese, è che nell'alto medioevo l'Abbazia dei Dodici Apostoli si innalzava maestosa su un poggio poco lontano da qui. All'inizio del '900, ai margini del bosco e lungo la strada che vi passava davanti, degli operai che scavavano per piantare una vigna rinvennero una necropoli. Probabilmente era il cimitero dei frati. Saltarono alla luce lavagne nere e scheletri giganteschi! Tutto il paese corse a vedere mentre i ragazzi giocavano coi teschi infilati nei bastoni, portandoli in giro in una macabra processione. Ma il parroco, che accorse per la benedizione, mise fine a quel tetro spettacolo.

Capitolo #4

Anchise Picchi: la luce

Galleria
nebbia di notte, Anchise Picchi
bacco, Anchise Picchi

Walter mi spiega infine che questa comunità è molto legata ad Anchise Picchi, artista pittore e scultore nato a Crespina il 1° aprile del 1911 ma trasferitosi a Collesalvetti sin dalla metà degli anni '20, dove è morto nel 2007. "Chiudi questo resoconto con delle sue parole", mi chiede, eccole:

Là dove muore la luce anche se il disegno eccelle, là muore l'Arte. Quando manca il gioco della luce manca la vita.