Capitolo #1

Nel tempo ritrovato…

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Ritratto Boccaccio Certaldo
Casa Boccaccio Certaldo
Certaldo
Decameron Decamerone Boccaccio Certaldo

Ora avvenne che... come da lungo sonno destato, mi ritrovai nella Casa dove a scriver le mie cento novelle avea atteso, e incontanente m'accorsi che in diverso e nuovo stato eran le mura che furon di mio padre, Boccaccio di Chellino. A una burla di Calandrino pensai, quando vidi alla parete il ritratto mio, di poeta, in stile così diverso da quello che Giotto sapea fare. E intorno a me volumi bellissimi del mio “prencipe Galeotto”, decorati assai e in più di cento lingue scritti. Finché, per la via uscito, tutti dritti accanto mi passavan senza vedermi: capii che Giovanni Boccaccio in carne e ossa più non ero, ma come il divino Dante avea potuto al di là viaggiare, a me, cantore dell'umana commedia, nella mia Certaldo mi era stato dato di venire: adunque son qua, per guidare voi a “prendere piacer” del mondo, e capire del mio Decamerone cos'è fin a voi arrivato...

Capitolo #2

A “prender piacer”… del gusto

Nel castello di Valdelsa, già di nobili uomini abitato, scopro a sera tante e diverse tavole imbandite. Il mio Frate Cipolla li avea burlati, i certaldesi con la cipolla, si son riscattati: ne han fatta zuppa e marmellata, conserva e insalata. Hanno creato la sagra ruspante, la rassegna a me intitolata, la cena medievale con mense ricche e vesti antiche. E poi un biscotto, il Mercaccio, da gustare, morsi dolci con mandorle amare.

Capitolo #3

A “prender piacer”… della piazza

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MERCANTIA Certaldo
MERCANTIA Certaldo
MERCANTIA Certaldo

Quando poi il sole scende e si accendon le torce, ecco, si apre per voi la Mercantia. Il passo si fa leggero, una risata breve per sempre può durare, e accanto a Chichibio e a Peronella di giullari il borgo si riempie, e lavoran d’arti e fantasia. Mercantia è il teatro e la follia, una casa per mangiafuoco e burattini, danzatori e trampolieri. Qui, per le strade, da tutto il mondo, tra piazze e vicoli il tempo si sospende, per magia si recita volando nella volta stellata.

Capitolo #4

A “prender piacer”… di amare ed essere amati

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Matrimonio Certaldo Palazzo Pretorio
Palazzo Pretorio Certaldo

E come Alatiel e la sua bocca baciata, qui l'amore si rinnova con la luna. Il Palazzo che accolse vicari e prigioni, oggi si apre per le nozze, per un sì tra chi si ama oltre i generi e i costumi, un sì da tutte le terre che come officiante anch’io avrei celebrato. Ai piedi degli affreschi di Benozzo, tra cento e più stemmi alle pareti, il borgo si fa cornice di pensieri e d’amore.

Capitolo #5

A “prender piacer”… dell’umana commedia

Ma venite orsù in casa mia, sulla torre salite, e guardiamo insieme le terre e i poggi, dove gli occhi corrono sereni. Come Landolfo Rufolo, che si salvò dal mare, approdati a Certaldo anche voi vorrete qui restare. Ogni giorno creano gli artigiani e i cuochi sopraffini, i cantori delle mie novelle si ritrovano per raccontare, i nuovi miei imitatori si dan convegno per narrare; e fieri i miei compaesani si sfidano nei giochi e nei tornei. I sogni delle mie novelle, che per voi ho creato con arte fine, qui ogni giorno di nuovo prendon forma, e incontro vi si fanno donzelle e cavalieri, mercanti e contadini: le favole han nuova vita.

Uomini che amate motteggiare e andare attorno, donne innamorate e fini, Certaldo vi attende, qua il tempo s'è fermato: venite a “prendere piacer” di quel che più a ciascun di voi è grato!