Capitolo #1

Poeti

È affascinante notare come poeti lontani abbiano parlato dei monti che cingono la nostra valle in secoli diversi. Così la descrive Giovanni Pascoli nei Canti di Castelvecchio 

Su la nebbia che fuma dal sonoro
Serchio, leva la Pania alto la fronte
nel sereno: un aguzzo blocco d’oro,

su cui piovano petali di rose
appassite. Io che l’amo il vecchio monte,
gli parlo ogni alba, e molte dolci cose
gli dico […] 

Parlando dello stesso panorama, secoli prima, Ludovico Ariosto usa tinte più fosche, quasi dantesche

La nuda Pania tra l’Aurora e il Noto,
da l’altre parti il giogo mi circonda
che fa d’un Pellegrin la gloria noto. 

Questa è una fossa, ove abito, profonda,
donde non muovo piè senza salire
del silvoso Apennin la fiera sponda. 

Come potevano gli stessi scenari muovere a sentimenti tanto distanti?

Capitolo #2

Ariosto Governatore di Garfagnana

La risposta, più che nei paesaggi, è da cercarsi nelle inclinazioni dei poeti, così come nelle loro biografie. Pascoli si era rifugiato su questi monti per costruire il suo nido, mentre Ariosto era stato inviato a Castelnuovo in qualità di Governatore, circostanza che lo allontanava dalla sua città come dal suo amore, Alessandra Benucci.  

L’incarico di commissario ducale viene svolto dal poeta dal febbraio 1522 al giugno 1525, in una congiuntura difficile, durante la quale per esercitare le sue funzioni ad Ariosto erano assicurati appena dodici balestrieri: una dotazione insufficiente per riportare ordine in quella che descriveva come una terra infestata dai briganti.

Così Ariosto, dal suo quartier generale di Castelnuovo, nella Rocca che oggi porta il suo nome, diramava duri dispacci con l’intenzione di far rispettare la legge in una zona burbera e indomabile.
Capitolo #3

Le gride

 Contro il metter mano all'armi in rissa o tumulto

Per parte del Magnifico Signor Commissario Conte Ludovico Ariosto, Ducal Commissario di Garfagnana, si fa comandamento che qualunque volta accaderà che in su la Calcinaia, o in altri lochi della terra di Castelnovo, si faccia questione, rissa o tumulto, che nissuno sia ardito di metter mani a l'arme, se non li balestrieri dello Illustrissimo Signor nostro, e qualunque serà trovato con arme inhastate, o spade, o pugnali nudi, caderà sùbito in pena di 25 ducati, d’essere aplicati li dui tertii alla Camera Ducale, e un terzo all’accusatore; e chi non haverà modo di pagare, haverà tre tratti di corda.

Die 14 octobris 1522

Sopra l'amazzare i banditi 

Perché nessuno possa pretendere d’ignorantia, per questa presente grida si replica, da parte del Magnifico Signor Commissario generale in Carfagnana, che ogni bandito, o condennato, che amazzi un altro che sia bandito per homicidio, guadagnerà la gratia libera, havendo la pace da’ suoi nemici; et intanto che la pace si praticherà, haverà un salvo condotto di poter stare nella provincia; et se amazzerà un bandito, et non fusse esso bandito, né condennato, guadagnerà la gratia per un ch’esso voglia, purché non sia bandito per ribello o per assassino.

Die 3 martii 1524